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                       Ma tu, che rana sei?

Testo e foto di Giovanni Fabris     

 

    

Qualcuno penserà: cosa c’entra la rana con i bonsai? C’entra, c’entra.
A me piace molto soffermarmi a guardare i miei bonsai, belli, bellini,brutti, in fase di finitura o ancora in fase di progetto.


I bonsai su cui mi soffermo maggiormente sono quelli ancora in fase di progetto. Mi piace immaginare come saranno un giorno: il fronte, l’altezza, i rami da togliere, da piegare da una parte o dall’altra, la costruzione di un palco piccolo e di uno più grande, il vaso …etc. Finchè non sopraggiunge “ la voce “ che mi dice :“ Ma cosa stai li a contemplare, a perdere tempo con tutto quello che c’è da fare!”. È mia moglie che mi porta alla realtà e cancella le mie fantasticherie.


Sì, io fantastico molto. Sto bene con le mie piante, in particolar modo con quelle che suscitano nelle persone questi pensieri: “ Ma buttala, è brutta, non ha futuro!”
Ce n’è una in particolare che mi piace ricordare: una Chamaecyparis obtusa.


Guardandola adesso, dopo nove anni di coltivazione, mi riempie di soddisfazione e pensando al suo percorso ecco che affiora la rana.


Sì, perché la rana è la protagonista di una storiella che vi racconto perchè più di una volta mi ha fatto riflettere e che in sé contiene una morale.


C’erano una volta due rane: una intelligente, grande osservatrice, coraggiosa, con un carattere intraprendente, che chiameremo Rana 1; l’altra un po’ meno di tutto ciò: meno osservatrice, meno intraprendente, meno intelligente, che chiameremo Rana 2. Un giorno le nostre due amiche, saltellando per il cortile della fattoria, notano che la contadinella ha lasciato incustodito il secchio del latte appena munto. Rana 1 dice a Rana 2 :” Io ho una gran sete, lì dentro c’è del latte che ci piace tanto, saltiamo dentro e beviamo“. Detto fatto, zompano dentro il secchio e si fanno una gran bevuta. Ma, al momento di uscire, Rana 1 si accorge di non poterlo fare. Ci riflette sopra ma non trovando soluzione si lascia andare e muore. Rana 2 cerca, anche lei, di uscire e, senza tanto pensarci, comincia a nuotare: flappete…flappete…flappete.


Dopo parecchio tempo arriva la contadinella che nel secchio trova una rana morta e… una viva che galleggia su un’isoletta di burro. Schifata, butta tutto il contenuto nel prato!
Io non sono un bonsaista artista, mi ritengo un bonsaista coltivatore, quindi penso di identificarmi in Rana 2.
  Nella primavera 2001 Carlo, giardiniere lungimirante, mi regala la pianta come da foto N° 1.      


Quello che si vede è il retro del futuro bonsai.
La vedo un po’ debole e concimo sino all’autunno dell’anno dopo.
  Ottobre 2002: durante una serata al Bonsai Club Somma viene a farci visita un bonsaista artista che ha fatto pratica in Giappone, che tiene convegni a destra, a sinistra, all’estero e che chiameremo Rana 1 per via della sua bravura ( è bravo davvero!). Pieno di entusiasmo gli chiedo un parere sulla mia pianta e lui mi dice :” Non perderci tempo, è una pianta che non ha futuro “.
  

 

 Primavera 2003: eseguo un primo sommario rinvaso. Nonostante la delusione, io, Rana 2,  in autunno chiedo consiglio ad un altro artista Rana 1 che nel suo DNA probabilmente ha qualche gene da Rana 2, perché non suggerisce di buttarla, anzi mi fa un disegno-progetto (foto 2) che mi entusiasma e mi da la carica.


  Per tutto il 2004 proseguo con le concimazioni.
  Primavera 2005: eseguo un rinvaso con: una parte di pomice, una di lapillo e una di terriccio e faccio la prima impostazione. È una gioia per l’anima vedere come la pianta prende forma e risponde con una splendida vegetazione (foto 3).


  Primavera 2006: in Febbraio con l’amico Giancarlo vado in Giappone dove acquisto un vaso per la pianta. In Aprile, preso dall’entusiasmo di cambiare il vaso, eseguo un nuovo rinvaso. Ma nella foga, da buon Rana 2, sbaglio inclinazione della pianta (foto 5). Nonostante il rinvaso per il secondo anno successivo la pianta vegeta bene. Si vede che le concimazioni servono!
  2007: anno infausto! In autunno do il “biancolio” a tutte le piante, ma la mia splendida “cicciotta” come affettuosamente la chiamo non lo gradisce. Probabilmente c’era un po’ di sole, che, sommato al “biancolio”, brucia circa il 30% della vegetazione apicale.  


  2008: Si riprende bene, ma sono costretto a reimpostarla per via dei rami morti.
  2009: Rinvaso in lapillo da 3-4 mm rispettando l’inclinazione del progetto (foto 10): mi piace un sacco! Le misure sono: altezza cm. 30, larghezza cm. 44, profondità cm. 33.
Non so se a lungo andare il primo Rana 1 avrà ragione e la mia pianta non sarà bella come adesso, ma io per ora me la godo così com’è; apprezzo il risultato raggiunto: è una gioia per gli occhi e un tonico per lo spirito.
Morale della favola, un consiglio a tutti i Rana 2: anche quando un istruttore notoriamente bravo dà un giudizio negativo alla vostra pianta, non prendetelo come un giudizio definitivo.
Rivalutate con calma ogni angolazione, ogni possibilità, senza fretta. Parlatene anche con altri. E’ possibile che da qualche conversazione anche un po’ banale scaturisca la scintilla che accende un’idea per un progetto niente male!
Tanti auguri di buon lavoro a tutti i bonsaisti (rana 1 o rana 2 che siano)!!!

 

Pubblicato su BONSAI & NEWS N° 123

 

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